Vaso di espansione all’interno della caldaia con membrana e acqua in evidenza

VASO DI ESPANSIONE CALDAIA: COS’È, A COSA SERVE E COME CARICARLO

Ultimo aggiornamento:

Il vaso di espansione è un componente indispensabile negli impianti di riscaldamento a circuito chiuso. Il suo compito è compensare l’aumento di volume dell’acqua quando la temperatura sale.

Durante il funzionamento della caldaia, l’acqua contenuta nei radiatori e nelle tubazioni si riscalda e si dilata. Senza uno spazio in grado di assorbire questa variazione, la pressione aumenterebbe rapidamente, sottoponendo raccordi, tubazioni e dispositivi di sicurezza a continue sollecitazioni.

Il vaso svolge questa funzione grazie a una membrana elastica che separa l’acqua dell’impianto da una parte contenente aria o azoto in pressione.

Quando l’acqua aumenta di volume, entra nel vaso e sposta la membrana. Quando l’impianto si raffredda, la membrana ritorna gradualmente nella posizione iniziale e l’acqua viene restituita al circuito.

COS’È IL VASO DI ESPANSIONE DELLA CALDAIA?

Il vaso di espansione è un contenitore metallico collegato al circuito chiuso del riscaldamento.

Al suo interno sono presenti due camere separate da una membrana elastica:

  • una camera idraulica collegata all’acqua dell’impianto;
  • una camera pneumatica contenente aria oppure azoto.

La membrana mantiene separati acqua e gas, permettendo al vaso di assorbire le variazioni di volume dell’acqua durante il funzionamento della caldaia.

La pressione presente nella camera pneumatica prende il nome di precarica.

Il vaso può avere forma circolare, ovale, piatta o rettangolare. Forma e dimensioni dipendono dallo spazio disponibile all’interno della caldaia e dal sistema di fissaggio previsto dal produttore.

Non deve essere confuso con un serbatoio di accumulo: il vaso di espansione non conserva l’acqua calda destinata ai rubinetti, ma lavora esclusivamente sul circuito del riscaldamento.

A COSA SERVE IL VASO DI ESPANSIONE?

La funzione principale del vaso è accogliere temporaneamente l’acqua che aumenta di volume durante il riscaldamento.

Un vaso correttamente dimensionato permette di:

  • limitare le variazioni eccessive della pressione;
  • proteggere tubazioni e raccordi;
  • ridurre le sollecitazioni sui componenti della caldaia;
  • evitare interventi frequenti della valvola di sicurezza;
  • mantenere più regolare il funzionamento dell’impianto;
  • ridurre scarichi d’acqua e rabbocchi non necessari.

Il vaso non mantiene il manometro sempre sullo stesso valore. Un leggero aumento della pressione quando il riscaldamento è acceso è normale.

Il suo compito è impedire che questa variazione diventi eccessiva.

COME FUNZIONA IL VASO DI ESPANSIONE?

A impianto freddo, la parte contenente aria o azoto occupa una porzione importante del volume interno del vaso.

Quando la caldaia riscalda l’acqua:

  1. l’acqua aumenta leggermente di volume;
  2. una parte entra nel vaso attraverso il raccordo;
  3. la membrana elastica si sposta;
  4. l’aria o l’azoto vengono compressi;
  5. l’aumento della pressione nel circuito viene assorbito.

Quando l’impianto si raffredda, il volume dell’acqua diminuisce. Il gas presente nel vaso si espande nuovamente e spinge l’acqua verso il circuito.

Questo movimento si ripete a ogni ciclo di accensione e raffreddamento della caldaia.

COM’È FATTO UN VASO DI ESPANSIONE?

Un vaso di espansione per caldaia è formato da pochi elementi, ciascuno con una funzione precisa.

Componente Funzione
Corpo metallico Contiene la parte pneumatica e l’acqua dell’impianto
Membrana elastica Separa l’acqua dall’aria o dall’azoto
Raccordo idraulico Collega il vaso al circuito di riscaldamento
Valvolino di gonfiaggio Permette di misurare e regolare la precarica
Staffe o punti di fissaggio Mantengono il vaso nella posizione prevista
Tappo del valvolino Protegge il valvolino da sporco e piccole perdite


La membrana è l’elemento che subisce le maggiori sollecitazioni. Si muove ogni volta che l’acqua si riscalda e si raffredda.

Il corpo metallico deve invece resistere alla pressione, alla temperatura e alle condizioni presenti all’interno della caldaia.

COME GONFIARE IL VASO DI ESPANSIONE DELLA CALDAIA

Per gonfiare correttamente il vaso di espansione, la caldaia deve essere spenta, l’impianto completamente freddo e il lato acqua portato a zero bar.

Gonfiare il vaso con il circuito ancora in pressione può falsare la misurazione della precarica e rendere inefficace l’intervento.

1. Chiudi il rubinetto di carico

Verifica che il rubinetto utilizzato per aggiungere acqua alla caldaia sia completamente chiuso. In questo modo eviti che il circuito si riempia durante il controllo.

2. Scarica la pressione dell’impianto

Apri un punto di scarico e attendi finché il manometro della caldaia indica zero bar.

Durante il gonfiaggio può essere utile lasciare aperto lo scarico, perché l’acqua spinta dalla membrana deve poter uscire dal circuito.

3. Individua il valvolino del vaso

Il valvolino di gonfiaggio è simile a quello degli pneumatici ed è generalmente protetto da un piccolo tappo.

Premendolo brevemente:

  • se esce aria, il vaso potrebbe essere semplicemente scarico;
  • se non esce nulla, la precarica potrebbe essere completamente assente;
  • se esce acqua, la membrana interna è probabilmente danneggiata.

Se dal valvolino fuoriesce acqua, non continuare a gonfiare il vaso. In questo caso la semplice ricarica non risolve il problema.

4. Collega una pompa con manometro

Utilizza una pompa manuale o un altro strumento dotato di manometro sufficientemente preciso.

Collega il tubo al valvolino assicurandoti che il raccordo non perda aria durante la misurazione.

5. Introduci aria gradualmente

Gonfia il vaso lentamente, procedendo per piccoli incrementi e controllando più volte il valore indicato dal manometro.

La precarica corretta deve essere verificata sul manuale tecnico della caldaia. Negli impianti domestici è spesso indicativamente vicina a 0,8–1 bar, ma può cambiare in base alle caratteristiche del circuito.

Una precarica eccessiva non migliora il funzionamento del vaso e può ridurre lo spazio disponibile per accogliere l’acqua.

6. Verifica che la precarica rimanga stabile

Dopo aver raggiunto il valore previsto, scollega la pompa, attendi alcuni minuti e misura nuovamente.

Se la pressione diminuisce rapidamente, controlla:

  • tenuta del valvolino;
  • tappo di protezione;
  • eventuali perdite dal corpo del vaso;
  • condizioni della membrana;
  • raccordo di collegamento.

Un vaso integro dovrebbe mantenere la precarica senza richiedere nuovi gonfiaggi dopo pochi giorni.

Terminato il controllo, chiudi lo scarico e procedi con il riempimento e lo spurgo dell’impianto. Se il vaso è difficilmente accessibile o si trova vicino a componenti elettrici, collegamenti del gas o camera di combustione, affidati a un tecnico qualificato.

Tecnico gonfia il vaso di espansione della caldaia con pompa e manometro

COME CARICARE CORRETTAMENTE IL VASO DI ESPANSIONE

Nel linguaggio comune, caricare il vaso di espansione significa ripristinare la corretta precarica della camera pneumatica e, successivamente, riportare il circuito di riscaldamento alla pressione prevista. Dopo il gonfiaggio bisogna quindi chiudere lo scarico, riempire l’impianto, eliminare l’aria e controllare il comportamento del manometro.

La procedura deve essere eseguita con la caldaia spenta e completamente fredda.

1. Verifica la precarica del vaso

Prima di riempire l’impianto, controlla che il vaso abbia raggiunto il valore previsto dal produttore e che la pressione rimanga stabile per alcuni minuti.

Il controllo deve essere effettuato con il lato acqua ancora a zero bar. Se la precarica diminuisce rapidamente, bisogna verificare il valvolino e la tenuta del vaso prima di proseguire.

2. Chiudi il punto di scarico

Dopo aver terminato il gonfiaggio, chiudi la valvola o il punto utilizzato per scaricare l’acqua.

Controlla che non rimangano gocciolamenti da raccordi, rubinetti o valvole di scarico.

3. Riempi lentamente il circuito

Apri gradualmente il rubinetto di carico della caldaia e osserva il manometro.

Nelle caldaie domestiche la pressione a freddo è spesso indicativamente compresa tra 1 e 1,5 bar, ma il valore corretto deve essere verificato sul manuale dell’apparecchio.

Raggiunta la pressione prevista, chiudi completamente il rubinetto di carico. Lasciarlo anche leggermente aperto può provocare un aumento continuo della pressione.

4. Esegui lo spurgo dei radiatori

Elimina l’aria presente nei radiatori, iniziando generalmente da quelli situati più in basso e proseguendo verso i piani superiori.

Durante lo spurgo la pressione può diminuire. Al termine controlla nuovamente il manometro ed effettua, se necessario, un piccolo rabbocco.

5. Controlla nuovamente la pressione a freddo

Dopo lo spurgo, verifica che il valore sia ancora quello previsto dal produttore.

Non riempire eccessivamente il circuito: una pressione iniziale troppo alta riduce il margine disponibile durante il riscaldamento.

6. Accendi la caldaia

Avvia il riscaldamento e osserva il comportamento del manometro durante il primo ciclo.

Un leggero aumento della pressione è normale. Il valore non dovrebbe però salire rapidamente né provocare scarichi dalla valvola di sicurezza.

7. Ricontrolla dopo il raffreddamento

Quando l’impianto si è nuovamente raffreddato, verifica che la pressione sia rimasta stabile e che non siano necessari altri rabbocchi.

L’intervento può considerarsi riuscito quando:

  • la pressione non presenta variazioni eccessive;
  • la valvola di sicurezza non scarica;
  • il rubinetto di carico rimane chiuso;
  • non compaiono perdite;
  • la precarica del vaso resta stabile;
  • la caldaia funziona regolarmente anche dopo alcuni cicli.

Se il problema ritorna dopo pochi giorni, non continuare ad aggiungere acqua o aria senza individuarne la causa. Potrebbe essere necessario controllare più approfonditamente il vaso di espansione caldaia scarico, il valvolino oppure la tenuta dell’impianto.

Se per accedere al vaso è necessario intervenire vicino ai collegamenti elettrici, alla camera di combustione o ai componenti del gas, il lavoro deve essere affidato a un tecnico qualificato.

DOVE SI TROVA IL VASO DI ESPANSIONE NELLA CALDAIA?

Posizione del vaso di espansione all’interno della caldaia con membrana in evidenza

Nelle caldaie murali il vaso si trova generalmente nella parte posteriore, laterale oppure superiore dell’apparecchio.

Può essere:

  • montato dietro lo scambiatore principale;
  • fissato al telaio della caldaia;
  • collocato lateralmente;
  • inserito nella parte superiore;
  • nascosto dietro altri componenti.

In alcuni modelli è facilmente visibile dopo la rimozione del mantello. In altri casi è poco accessibile e per raggiungerlo è necessario smontare diversi componenti.

Il colore non permette di identificarlo con certezza. Molti vasi sono rossi, grigi o bianchi, ma per identificarli servono codice, forma, capacità, raccordo e sistema di fissaggio.

Se il componente si trova vicino alla camera di combustione, ai collegamenti elettrici o alle parti del gas, l’accesso deve essere affidato a personale qualificato.

QUALI FORME PUÒ AVERE IL VASO DI ESPANSIONE?

I vasi montati nelle caldaie non hanno tutti la stessa forma.

Vaso circolare

È la forma più tradizionale. Può essere installato verticalmente o orizzontalmente, in base alla posizione del raccordo e delle staffe.

Vaso piatto

È molto utilizzato nelle caldaie murali compatte. Ha uno spessore ridotto e viene spesso collocato dietro lo scambiatore.

Vaso rettangolare

È progettato per sfruttare spazi interni particolari. Anche piccole differenze nelle dimensioni possono impedirne il montaggio.

Vaso ovale

È meno comune, ma viene utilizzato quando la struttura della caldaia richiede una forma sagomata.

La forma non cambia la funzione del componente, ma è fondamentale per la compatibilità con l’apparecchio.

Tipologie di vaso di espansione per caldaia: circolare, piatto, rettangolare e ovale

VASO DI ESPANSIONE RISCALDAMENTO E SANITARIO: DIFFERENZE

Il vaso principale della caldaia lavora sul circuito chiuso del riscaldamento, cioè quello collegato a radiatori o pannelli radianti.

In alcune caldaie o impianti può essere presente anche un vaso dedicato all’acqua calda sanitaria.

Il vaso sanitario serve a compensare l’aumento di volume dell’acqua potabile quando viene riscaldata, soprattutto in presenza di bollitori, accumuli o valvole di non ritorno.

I due componenti non sono intercambiabili automaticamente.

Prima dell’acquisto bisogna quindi verificare:

  • a quale circuito appartiene il vaso;
  • il codice originale;
  • la capacità;
  • il tipo di membrana;
  • la pressione massima prevista;
  • la compatibilità con acqua tecnica o sanitaria.

COSA INDICANO I DATI STAMPATI SUL VASO DI ESPANSIONE?

Dati stampati sul vaso di espansione: capacità, pressione massima, precarica, codice e temperatura

Sul vaso di espansione possono essere presenti un’etichetta, un codice stampato oppure informazioni incise sul corpo metallico.

I dati più comuni sono:

  • capacità in litri, cioè il volume complessivo del vaso;
  • pressione massima, espressa in bar;
  • precarica di fabbrica, quando indicata;
  • codice del produttore;
  • modello o serie del componente;
  • temperatura massima di esercizio;
  • anno o lotto di produzione.

Il codice del vaso è il riferimento più utile per individuare il ricambio corretto. La sola capacità non è sufficiente, perché due componenti da 7 o 8 litri possono avere forma, raccordo e fissaggi differenti.

Quando l’etichetta non è più leggibile, è utile fotografare:

  • il vaso completo;
  • il raccordo idraulico;
  • il valvolino;
  • le staffe di fissaggio;
  • la targhetta della caldaia.

Con questi dati è più semplice confrontare il componente con quelli presenti nella categoria Vasi di espansione per caldaia.

PERCHÉ LA CAPACITÀ DEL VASO È IMPORTANTE?

La capacità viene espressa in litri e indica il volume complessivo del vaso.

Il valore corretto dipende da diversi fattori:

  • quantità d’acqua presente nell’impianto;
  • numero e dimensione dei radiatori;
  • temperatura massima di esercizio;
  • altezza dell’impianto;
  • pressione di riempimento;
  • caratteristiche della caldaia.

Un vaso troppo piccolo potrebbe non riuscire ad assorbire tutta la dilatazione dell’acqua.

Un vaso con capacità maggiore non è però automaticamente compatibile: bisogna considerare anche ingombro, raccordo e sistema di fissaggio.

Per le caldaie domestiche è quindi preferibile identificare il ricambio previsto dal produttore anziché scegliere il componente soltanto in base ai litri.

Domande frequenti

A cosa serve il vaso di espansione della caldaia?

Assorbe l’aumento di volume dell’acqua durante il riscaldamento e limita le variazioni eccessive della pressione nel circuito.

Come caricare il vaso di espansione della caldaia?

La ricarica va eseguita con impianto freddo e circuito a zero bar. Dopo aver ripristinato la precarica, riempi nuovamente l’impianto, esegui lo spurgo e controlla il manometro.

Dove si trova il vaso nella caldaia?

Generalmente si trova nella parte posteriore, laterale o superiore. La posizione cambia in base alla struttura dell’apparecchio.

Quanti litri deve avere il vaso?

Dipende dalla quantità d’acqua dell’impianto e dalle indicazioni del produttore. Non esiste una capacità adatta a tutte le caldaie.

Il vaso del riscaldamento è uguale a quello sanitario?

No. Lavorano su circuiti differenti e possono avere materiali, pressioni e caratteristiche diverse.