Il vaso di espansione assorbe l’aumento di volume dell’acqua quando l’impianto di riscaldamento entra in funzione. In questo modo limita gli sbalzi di pressione e protegge i componenti della caldaia.
Quando la membrana interna si danneggia, il vaso non riesce più a compensare correttamente la dilatazione dell’acqua. La pressione può quindi aumentare rapidamente a caldo, provocare l’intervento della valvola di sicurezza e diminuire nuovamente dopo il raffreddamento.
Il segnale più evidente di un vaso di espansione rotto è la fuoriuscita di acqua dal valvolino di gonfiaggio, simile a quello degli pneumatici. In questo caso la membrana interna è probabilmente forata e il vaso deve essere sostituito.
Se dal valvolino esce aria e la precarica si mantiene, il vaso potrebbe invece essere solamente scarico. Per distinguere le due situazioni puoi consultare la guida dedicata al vaso di espansione caldaia scarico.
Come capire se il vaso di espansione è rotto?
I segnali più frequenti sono:
- acqua che esce dal valvolino del vaso;
- pressione che aumenta rapidamente con il riscaldamento acceso;
- manometro che supera spesso 2–2,5 bar;
- pressione che si avvicina a 3 bar;
- scarichi dalla valvola di sicurezza;
- pressione sotto 1 bar dopo il raffreddamento;
- necessità di caricare frequentemente l’impianto;
- precarica che non si mantiene;
- corrosione o perdite sul corpo del vaso;
- blocchi ripetuti della caldaia.
Uno solo di questi sintomi non dimostra automaticamente che il vaso sia rotto.
Una pressione bassa può dipendere anche da una perdita nell’impianto. Se invece il manometro continua a salire anche con il riscaldamento spento, la causa potrebbe essere il rubinetto di carico che lascia entrare acqua.
Per capire cosa sta succedendo bisogna osservare la differenza tra pressione a freddo e pressione a caldo e controllare direttamente le condizioni del vaso.
Sintomi più comuni di un vaso di espansione rotto
La pressione sale rapidamente a caldo
A impianto freddo, la pressione della maggior parte delle caldaie domestiche è indicativamente compresa tra 1 e 1,5 bar, salvo differenti indicazioni del produttore.
Quando il riscaldamento entra in funzione, un leggero aumento è normale. Se però il valore passa rapidamente, per esempio, da circa 1,2 bar a oltre 2–2,5 bar, il vaso potrebbe non riuscire più ad assorbire la dilatazione dell’acqua.
Avvicinandosi a 3 bar può intervenire la valvola di sicurezza.
Il vaso di espansione non è però l’unica possibile causa. Per effettuare altri controlli puoi approfondire la guida sulla pressione caldaia alta .
La pressione scende dopo il raffreddamento
Una pressione molto bassa a freddo può sembrare un sintomo opposto, ma spesso è una conseguenza dello stesso problema.
Se a caldo la valvola di sicurezza scarica acqua, dopo il raffreddamento nell’impianto ne rimane una quantità inferiore. Il manometro può quindi scendere sotto 1 bar e la caldaia può entrare in blocco.
Se la pressione diminuisce senza precedenti aumenti o scarichi, bisogna controllare anche perdite, radiatori, sfiati e raccordi. In questo caso può essere utile la guida sulla pressione caldaia bassa
La valvola di sicurezza perde acqua
La presenza di acqua sotto la caldaia non significa necessariamente che la valvola di sicurezza sia guasta.
Se il vaso non compensa l’espansione dell’acqua, la pressione aumenta e la valvola interviene per proteggere il circuito.
Dopo ripetuti scarichi, però, la valvola può sporcarsi o non richiudersi perfettamente. Per questo motivo, quando si interviene sul vaso, è opportuno controllare anche la valvola di sicurezza.
Devi ricaricare spesso la caldaia
Aggiungere acqua ogni pochi giorni non è normale e non risolve il problema.
I rabbocchi frequenti possono dipendere da:
- vaso di espansione inefficiente;
- scarichi della valvola di sicurezza;
- perdite nei raccordi o nei radiatori;
- sfiati automatici che perdono;
- rubinetto di carico difettoso.
Continuare a caricare l’impianto senza individuare la causa può inoltre favorire depositi e corrosione, perché ogni rabbocco introduce nuova acqua nel circuito.
Vaso di espansione scarico o rotto?
Un vaso scarico può avere ancora la membrana integra ed essere recuperato ripristinando la precarica.
Un vaso rotto, invece, presenta una membrana forata, una perdita oppure una precarica che non si mantiene.
| Controllo |
Vaso scarico |
Vaso rotto |
| Dal valvolino esce aria |
Può essere ricaricato |
Verificare se mantiene la pressione |
| Dal valvolino esce acqua |
No |
Membrana rotta: sostituire |
| La precarica si mantiene |
Generalmente sì |
Generalmente no |
| Corpo corroso o con perdite |
No |
Sostituire il vaso |
Se dal valvolino esce acqua, il vaso è probabilmente rotto. Se esce aria e la precarica rimane stabile, può essere solamente scarico.
Per capire come viene misurata e ripristinata la pressione del vaso puoi leggere anche Vaso di espansione caldaia: a cosa serve e come caricarlo.
Perché si rompe il vaso di espansione?
La membrana viene sollecitata ogni volta che l’acqua si riscalda e si raffredda. Con il passare degli anni può perdere elasticità, deformarsi o rompersi.
Le cause più frequenti sono:
- naturale invecchiamento della membrana;
- perdita progressiva della precarica;
- frequenti sbalzi di pressione;
- temperature elevate;
- precarica non corretta;
- vaso sottodimensionato;
- valvolino Schrader che perde;
- corrosione del corpo metallico;
- tubo di collegamento ostruito;
- numerosi cicli di accensione e raffreddamento.
Non esiste una durata identica per tutti i vasi. Dipende dalla qualità del componente, dalle condizioni dell’impianto e dalla regolarità dei controlli.
Come verificare se il vaso espansione caldaia è rotto
Il controllo deve essere effettuato con la caldaia spenta, l’impianto freddo e il lato acqua portato a zero bar.
La verifica prevede generalmente di:
- spegnere la caldaia;
- chiudere il rubinetto di carico;
- scaricare la pressione del circuito;
- controllare cosa esce dal valvolino;
- misurare la precarica;
- verificare perdite e corrosione;
- controllare il tubo di collegamento.
Misurare la precarica con il circuito ancora pieno può fornire un valore non attendibile.
Se dal valvolino esce acqua, non bisogna insistere con la ricarica: la membrana è probabilmente danneggiata.
Se il vaso è interno alla caldaia o difficilmente accessibile, il controllo deve essere affidato a un tecnico qualificato.
Quando è necessario sostituire il vaso di espansione?
La sostituzione è generalmente necessaria quando:
- dal valvolino esce acqua;
- la membrana interna è forata;
- il corpo presenta perdite;
- il vaso è corroso o deformato;
- la precarica non si mantiene;
- il valvolino perde continuamente;
- il componente non compensa più l’aumento di pressione.
Prima di acquistare il nuovo vaso bisogna verificare:
- marca e modello della caldaia;
- matricola;
- codice del ricambio originale;
- capacità in litri;
- forma e dimensioni;
- posizione dell’attacco;
- tipo di raccordo;
- pressione massima;
- sistema di fissaggio.
Nella categoria Vasi espansione caldaia puoi cercare il componente partendo dalla marca e dal modello dell’apparecchio.
Due vasi con la stessa capacità non sono necessariamente intercambiabili. Una forma diversa o un attacco collocato in un’altra posizione possono impedire il montaggio all’interno della caldaia.
Una fotografia della targhetta tecnica e del vecchio vaso può essere utile quando il codice non è più leggibile.
Cosa fare se il vaso di espansione è rotto
Se la membrana è danneggiata, il vaso deve essere sostituito con un ricambio compatibile.
L’intervento richiede normalmente:
- scarico della pressione;
- rimozione del vecchio componente;
- controllo del tubo di collegamento;
- verifica della precarica del vaso nuovo;
- montaggio del ricambio;
- riempimento e spurgo dell’impianto;
- controllo della pressione a caldo e a freddo.
Dopo aver individuato il ricambio corretto, puoi seguire la guida su come sostituire il vaso di espansione della caldaia, dove sono spiegati tutti i passaggi dell’intervento.
Se per raggiungere il vaso è necessario intervenire vicino alla camera di combustione, ai collegamenti del gas o ai componenti elettrici, la sostituzione deve essere effettuata da personale qualificato.
Posso continuare a usare la caldaia con il vaso rotto?
È sconsigliato utilizzare normalmente la caldaia se la pressione sale rapidamente, la valvola di sicurezza scarica o sono necessari rabbocchi continui.
Un vaso inefficiente può provocare:
- blocchi frequenti;
- perdite d’acqua;
- pressione troppo bassa a freddo;
- usura della valvola di sicurezza;
- sollecitazioni su raccordi e componenti.
Continuare ad aggiungere acqua può ripristinare temporaneamente la pressione, ma non risolve il guasto.
Come evitare rotture del vaso caldaia
Durante la manutenzione periodica della caldaia è utile controllare:
- differenza tra pressione a freddo e a caldo;
- precarica del vaso;
- stato del valvolino;
- eventuale corrosione;
- tenuta del raccordo;
- funzionamento della valvola di sicurezza.
Individuare una precarica insufficiente prima che il vaso smetta di funzionare può ridurre le sollecitazioni sulla membrana e limitare i problemi di pressione.
Controllo finale
Un vaso non deve essere sostituito solamente perché la pressione della caldaia è bassa.
La sostituzione è necessaria quando dal valvolino esce acqua, la membrana è danneggiata, il corpo perde oppure la precarica non si mantiene.
Prima dell’acquisto controlla sempre codice, capacità, forma e posizione dell’attacco. Dopo il montaggio verifica la pressione sia a freddo sia durante il primo ciclo di riscaldamento.