vaso di espansione caldaia scarico con pressione instabile e perdita d’acqua

VASO DI ESPANSIONE CALDAIA SCARICO: SINTOMI, TEST E SOLUZIONI

Ultimo aggiornamento:

Il vaso di espansione della caldaia contiene una parte pneumatica, caricata con aria o azoto, che permette di compensare l’aumento di volume dell’acqua durante il riscaldamento.

Quando questa pressione diminuisce, il vaso dispone di meno spazio per assorbire la dilatazione dell’acqua. Il manometro può quindi diventare instabile, la valvola di sicurezza può scaricare e può essere necessario aggiungere frequentemente acqua all’impianto.

Un vaso scarico non è necessariamente guasto. Se la membrana è integra e la precarica rimane stabile dopo il gonfiaggio, il componente può continuare a funzionare normalmente.

Per verificarlo non basta osservare il manometro: bisogna portare il lato acqua a zero bar e misurare direttamente la pressione dal valvolino di gonfiaggio.

Segnale riscontrato Controllo consigliato
Pressione molto variabile Misurare la precarica del vaso
Scarichi d’acqua durante il riscaldamento Verificare l’efficienza del vaso
Rabbocchi frequenti Controllare vaso ed eventuali perdite
Dal valvolino esce aria Misurare e ripristinare la precarica
Dal valvolino non esce nulla Il vaso potrebbe essere completamente scarico
La precarica diminuisce rapidamente Controllare valvolino e tenuta del vaso


VASO ESPANSIONE CALDAIA: PERCHÉ SI SCARICA?

Il vaso è separato internamente da una membrana elastica. Da una parte si trova l’acqua dell’impianto, dall’altra aria o azoto in pressione.

Con il passare del tempo una piccola quantità di gas può fuoriuscire dal valvolino oppure attraversare lentamente la membrana. La precarica diminuisce e il vaso perde parte della propria capacità di compensazione.

Le cause più frequenti sono:

  • perdita graduale dal valvolino di gonfiaggio;
  • naturale invecchiamento della membrana;
  • precarica iniziale non corretta;
  • numerosi cicli di riscaldamento e raffreddamento;
  • temperature elevate dell’impianto;
  • tappo del valvolino mancante o non serrato;
  • vaso non adeguato al volume dell’impianto;
  • tubo di collegamento parzialmente ostruito.

Una precarica bassa non significa automaticamente che la membrana sia rotta. Prima di sostituire il componente bisogna verificare se può essere gonfiato e se mantiene la pressione nel tempo.

VASO SCARICO CALDAIA: SINTOMI

I segnali più comuni sono:

  • forti variazioni del manometro durante il funzionamento;
  • pressione che aumenta rapidamente con il riscaldamento acceso;
  • scarichi d’acqua dalla valvola di sicurezza;
  • pressione insufficiente dopo il raffreddamento;
  • rabbocchi frequenti dell’impianto;
  • blocchi della caldaia collegati alla pressione;
  • precarica molto bassa o completamente assente;
  • perdita d’aria dal valvolino.

Questi sintomi possono comparire insieme, ma nessuno di essi conferma da solo che il vaso sia scarico.

Per esempio, i rabbocchi frequenti possono dipendere anche da una perdita nell’impianto. Allo stesso modo, una pressione che continua ad aumentare con il riscaldamento spento può indicare un problema al rubinetto di carico.

La conferma si ottiene solamente misurando la precarica nelle condizioni corrette.

COME VEDERE SE IL VASO CALDAIA È SCARICO? TEST TECNICO

Il test deve essere eseguito con:

  • caldaia spenta;
  • impianto freddo;
  • rubinetto di carico chiuso;
  • lato acqua portato a zero bar.

Misurare il vaso con il circuito ancora pieno può produrre un valore non attendibile.

1. Spegni la caldaia

Attendi che l’acqua dell’impianto sia fredda. Non controllare la precarica mentre la caldaia è accesa o ancora calda.

2. Porta il circuito a zero bar

Scarica la pressione dal lato acqua fino a quando il manometro della caldaia indica zero.

Durante la misurazione può essere necessario lasciare aperto uno scarico, evitando che la pressione dell’acqua risalga mentre il vaso viene gonfiato.

3. Controlla il valvolino

Il valvolino è simile a quello utilizzato sugli pneumatici.

Premendolo brevemente:

  • se esce aria, il vaso potrebbe essere solamente scarico;
  • se non esce nulla, la precarica potrebbe essere completamente assente;
  • se il valvolino perde aria continuamente, potrebbe non chiudere correttamente;
  • se esce acqua, la membrana interna è probabilmente danneggiata.

Soltanto in quest’ultimo caso è utile passare alla guida dedicata al vaso di espansione della caldaia rotto

4. Misura la precarica

Collega un manometro adatto al valvolino.

Nelle caldaie domestiche il valore è spesso indicativamente vicino a 0,8–1 bar, ma la pressione corretta dipende dalle caratteristiche dell’impianto e dalle indicazioni del produttore.

Il valore riportato nel manuale tecnico deve sempre avere la precedenza.

5. Controlla che la pressione si mantenga

Dopo aver ripristinato la precarica, attendi alcuni minuti e misura nuovamente.

Se il valore resta stabile, il vaso è probabilmente ancora efficiente. Se diminuisce rapidamente, bisogna controllare:

  • valvolino di gonfiaggio;
  • tappo di protezione;
  • eventuali perdite dal corpo;
  • tenuta della membrana;
  • raccordo di collegamento.

COME CARICARE IL VASO CALDAIA: PROCEDURA CORRETTA

La ricarica può essere effettuata quando dal valvolino non esce acqua e il vaso riesce a conservare la precarica.

La procedura generale prevede di:

  1. spegnere la caldaia;
  2. attendere il raffreddamento dell’impianto;
  3. chiudere il rubinetto di carico;
  4. portare il lato acqua a zero bar;
  5. collegare un manometro al valvolino;
  6. introdurre aria gradualmente;
  7. raggiungere il valore indicato dal produttore;
  8. verificare che la precarica rimanga stabile;
  9. riempire nuovamente il circuito;
  10. effettuare lo spurgo;
  11. controllare il comportamento durante il primo ciclo di riscaldamento.

La ricarica deve essere eseguita lentamente. Gonfiare il vaso con il circuito ancora pieno non permette di impostare correttamente la precarica.

Per approfondire il funzionamento generale del componente puoi consultare Vaso di espansione caldaia: a cosa serve e come caricarlo.

COME CAPIRE SE LA RICARICA HA RISOLTO IL PROBLEMA

Dopo la ricarica, riempi l’impianto al valore previsto dalla caldaia, esegui lo spurgo e avvia il riscaldamento.

L’intervento può considerarsi riuscito quando:

  • il manometro non presenta più variazioni eccessive;
  • la valvola di sicurezza non scarica;
  • la pressione rimane stabile dopo il raffreddamento;
  • non sono necessari nuovi rabbocchi;
  • la precarica del vaso non diminuisce;
  • il comportamento rimane regolare anche dopo alcuni cicli.

Non è normale dover gonfiare nuovamente il vaso dopo pochi giorni. In questo caso è probabile che sia presente una perdita dal valvolino o un problema di tenuta.

ERRORI NEL CARICAMENTO DEL VASO: COSA NON FARE

Gli errori più frequenti sono:

  • misurare la precarica con il circuito ancora pieno;
  • gonfiare il vaso senza scaricare la pressione dell’acqua;
  • scegliere un valore generico senza controllare il manuale;
  • caricare il vaso a una pressione eccessiva;
  • lasciare aperto il rubinetto di carico;
  • utilizzare una pompa senza manometro;
  • ignorare una perdita dal valvolino;
  • non controllare la stabilità della precarica;
  • riempire l’impianto senza effettuare lo spurgo;
  • limitarsi a rabboccare la caldaia senza cercare la causa.

Una precarica troppo alta riduce il volume utile disponibile per l’acqua. Una precarica insufficiente, invece, non permette al vaso di assorbire correttamente la dilatazione.

QUANDO IL VASO NON È LA CAUSA DEL PROBLEMA

Se la precarica è corretta e resta stabile, l’anomalia potrebbe dipendere da perdite nell’impianto, dal rubinetto di carico, dalla valvola di sicurezza o dal tubo di collegamento del vaso.

Prima di intervenire nuovamente, è quindi opportuno controllare raccordi, radiatori, sfiati automatici e componenti interni della caldaia.

Domande frequenti

Cosa succede se il vaso di espansione è scarico?

Il vaso non assorbe correttamente la dilatazione dell’acqua. Il manometro può diventare instabile e possono verificarsi scarichi d’acqua e rabbocchi frequenti.

Come capire se il vaso è scarico?

Bisogna portare il lato acqua a zero bar e misurare la precarica dal valvolino. Osservare solamente il manometro della caldaia non è sufficiente.

Ogni quanto bisogna ricaricare il vaso?

Non esiste una scadenza fissa. Un vaso integro dovrebbe mantenere la precarica. Se deve essere gonfiato frequentemente, bisogna cercare una perdita.

Perché la precarica diminuisce?

Può dipendere da una piccola perdita dal valvolino, dall’invecchiamento della membrana o da una tenuta insufficiente del vaso.

Si può gonfiare il vaso senza scaricare la caldaia?

No. La pressione del lato acqua deve essere portata a zero, altrimenti la misurazione e la regolazione possono risultare errate.